Farine integrali: differenze e benefici

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno che riguarda l’alimentazione: sempre più persone stanno attente a ciò che c’è nel piatto e, soprattutto, alla qualità delle materie prime. Consumare cibo sano e naturale è diventato anche una moda: purché vi sia la scritta “bio” su una confezione, la maggior parte di noi ritiene che sia un prodotto di qualità e affidabile.
Oltre al bio vi è un’attenzione particolare rivolta alle farine. Sempre più spesso si sente parlare di farine integrali o di grani antichi. Molti locali ristorativi si sono attrezzati per far fronte a questa richiesta, proponendo diversi impasti, realizzati con diverse varietà di farine.
Ma vi siete chiesti perché è meglio consumare le farine integrali rispetto a quelle più raffinate?

Approfondiamo il discorso.

La farina e le sue tipologie

La farina è il prodotto che si ricava dalla macinazione dei cereali. A seconda dei processi di macinazione impiegati possiamo ottenere diversi tipi di farina. La più utilizzata di tutte è forse la farina 00: si tratta della farina più raffinata, priva di vitamine e sali minerali, ma ricca di zuccheri. Il successo di questa farina è dovuto alla facilità con cui si lavora e soprattutto al gusto accattivante dei prodotti che ne derivano.



Subito dopo la 00 vi è la farina 0, una farina un po’ meno raffinata, molto utilizzata nella panificazione, ancora priva di vitamine e sali minerali, ma con un maggior contenuto in crusca. Stesso discorso può essere fatto per la farina di tipo 1. Una farina che inizia a diventare interessante per le sue caratteristiche nutrizionali è la farina di tipo 2, detta anche semi integrale. Questa farina, oltre alla crusca, ha anche un buon contenuto di vitamine, fibre e sali minerali.
Il miglior tipo di farina resta, comunque, la farina integrale, poiché il chicco viene lasciato integro e vengono quindi macinate anche la crusca e il germe di grano.

Farine integrali

I benefici di consumare la farina integrale

La farina integrale contiene meno glucidi e apporta meno calorie. È ricca di carboidrati e quindi fornisce molta energia. Le fibre, inoltre, contribuiscono a regolare l’assorbimento intestinale, riducendo così l’assorbimento dei grassi. Sempre le fibre aumentano il senso di sazietà che favorisce il minor consumo di cibo e, quindi, di calorie.

Come si lavora la farina integrale

La farina integrale si lavora con più difficoltà rispetto a una farina raffinata. Per quanto riguarda l’impasto, si può decidere se lavorarlo a mano o grazie ad una planetaria. Proprio tra questi strumenti troviamo delle planetarie create ad hoc per l’impasto di farine integrali e senza glutine (per avere maggiori informazioni visita il sito impastatriceplanetariaclick.com). Le difficoltà maggiori si hanno nella fase di lievitazione: potrebbe succedere, infatti, che i panetti lievitino poco o non lo facciano affatto. Per ovviare a questo problema, si potrebbe tagliare la farina integrale con una normale farina, aumentando così l’elasticità dell’impasto.

Altro metodo è quello di impastare la farina e l’acqua lasciando riposare l’impasto per circa mezz’ora a temperatura ambiente. Trascorso questo tempo, potranno essere aggiunti  gli altri ingredienti, procedendo come si farebbe con un normale impasto.

Chicchi per le farine integrali

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