Lo zucchero raffinato: danni, storia e sostituti.

Fra i nemici peggiori della salute dell’uomo moderno, lo zucchero raffinato spicca per la gravità dei danni che riesce a infliggere e per la frequenza dell’uso che oggi se ne fa.
Lo Zucchero (Saccarosio), è prodotto dall’uomo dopo un lungo processo meccanico-chimico (Canna da Zucchero, Barbabietola).

In natura non esiste come alimento, è presente solo sotto forma di fruttosio nella frutta, ma nella frutta è un elemento organicato, benefico e perfettamente assimilabile, al contrario quello industriale è inorganico, poco assimilabile e dannosissimo.
In Europa è stato introdotto nella alimentazione moderna verso la metà del 1800.
Prima di allora si usavano prodotti grezzi estratti dalla canna da zucchero, nei paesi tropicali e sub-tropicali.
Nel nostro continente si cominciò a utilizzare dolcificanti derivati dalla barbabietola da zucchero, la cui coltivazione fu voluta da Napoleone Bonaparte. In ogni caso si trattava di zuccheri semigrezzi ottenuti con poche fasi di lavorazione e di estrazione.

Chi ha più di 60/70 anni, ricorderà che lo zucchero dell’anteguerra o del primo dopoguerra aveva un colore grigiastro, diversamente dall’attuale zucchero bianco, ed era di grana più grossolana, proprio perché non subiva tutti i processi “chimici” cui viene sottoposto lo zucchero di oggi: si parla di 5, 6 o 7 passaggi attraverso sostanze chimiche l’ultimo dei quali, oggi, consiste nel sottoporlo all’azione di un brillantante- riflessante, il “blu oltremare”.

In conclusione, quello che troviamo oggi sugli scaffali dei supermercati non ha quasi più nulla di vegetale, quasi più nulla del tubero chiamato barbabietola.

Quali sono allora, i danni che provoca lo zucchero raffinato?

Vediamo: chi mangia zucchero raffinato (ad esempio fa colazione con caffelatte zuccherato, biscotti e marmellata) va incontro ad un rapido aumento della glicemia → che determina un’immediata iperproduzione pancreatica di insulina → che a sua volta fa abbassare la glicemia, → determinando un senso di fame che porta ad introdurre nuovamente zuccheri (il cappuccino con il cornetto a metà mattina) → che però fanno immediatamente rialzare la glicemia e quindi l’insulina, determinando una nuova fase di ipoglicemia (per cui si arriva a pranzo con il buco nello stomaco) e cosi via in un circolo vizioso che alla lunga porta inevitabilmente all’obesità e a tutti i problemi ad essa collegati.

Al contrario, i cibi integrali aiutano chi vuole dimagrire, perché da un lato le fibre che contengono, rigonfiandosi nello stomaco e nell’intestino, danno un maggior senso di sazietà, e dall’altro favoriscono un assorbimento lento e graduale degli zuccheri, prevenendo cadute dei livelli di glucosio nel sangue (la glicemia) che farebbero aumentare il senso di fame.

Ugualmente tranquillo può stare, da questo punto di vista, chi mangia frutta in abbondanza, perché, contrariamente a quanto si sente dire in giro ahimè anche da parte di medici poco informati (!!!), il fruttosio della frutta non provoca aumento di glicemia, perché non abbisogna dell’insulina nei suoi processi di assorbimento.

Alcuni dati

Consumo di zucchero in Italia: 2 kg pro capite agli inizi del 1900; 55 pro capite kg nel 1990.
I dati aggiornati ad oggi non li ho, ma state certi che il consumo è sicuramente aumentato e di molto!!.
Lo zucchero oggi lo si trova ovunque: nel pane, negli insaccati, nelle conserve, persino nelle sigarette (fino al 17%), e in molto, molto altro.
Impariamo a leggere le etichette di quello che portiamo a casa (in Germania insegnano a leggere le etichette nelle scuole elementari).

Un altro effetto killer dello zucchero raffinato, o “veleno dolce”, è quello segnalato da uno studio di una Università californiana nel 1979 e riguarda gli effetti negativi che esso ha sul sistema immunitario (mamme, leggete con attenzione e portate il pensiero ai vostri pargoletti!)
Ebbene, secondo questo studio, un sistema immunitario (i globuli bianchi) in buona salute riesce normalmente a fagocitare ( a papparsi) 14 germi in 5 minuti; dopo 6 cucchiaini di zucchero se ne pappa solo 10; dopo 12 cucchiaini di zucchero riesce a papparsene solo 5 e, per farla breve, dopo 24 cucchiaini di zucchero ingeriti non riesce in 5 minuti a fagocitare neanche un solo germe.

Voi direte: ma è quasi impossibile prendere 24 cucchiaini di zucchero!!

Siete sicuri? Facciamo due conti: vi sono da 6 a 10 cucchiaini di zucchero in una lattina di bevanda zuccherata (coca-cola, aranciata, succo di frutta etc.). Vi sono 5 o 6 cucchiaini di zucchero in un cornetto, una brioche, una porzione di dolce.
Poi considerate lo zucchero del caffè, del cappuccino e quello che Nostra Sorella Industria Alimentare dispensa in ogni dove (pane, insaccati, conserve, sigarette etc.), e vedrete che non è affatto difficile raggiungere e anche superare la soglia dei 24 cucchiaini, che faranno andare i vostri bimbi in giro con un sistema immunitario pressochè paralizzato, oltre che con cuscinetti di grasso che aumentano da tutte le parti (come abbiamo visto prima).

“Ma io uso solo zucchero di canna”, direte voi!

Bella roba, dico io! Sappiate che lo zucchero di canna di colore bruno che troviamo ormai in tutti i bar, è zucchero raffinato semplicemente colorato.

Sappiate che lo zucchero di canna grezzo che si trova nei supermercati è anch’esso di colore bruno ma ha lo stesso indice glicemico dello zucchero bianco (fa alzare la glicemia esattamente come quello).

Sappiate che lo zucchero integrale di canna, quello di colore più scuro, quello appiccicoso, quello che sembra muoversi da solo quando lo prendete in un cucchiaino, è solo relativamente meglio, avendo un indice glicemico dell’80% rispetto allo zucchero raffinato.

E allora cosa bisogna fare per difendersi dal ”veleno dolce”?

Anzitutto conoscerlo meglio, perché come dice il famoso adagio, il nemico lo combatti meglio se lo conosci, e spero che queste mie brevi note vi siano di aiuto in questo senso.
In ogni caso è fondamentale impegnarsi a ridurne l’uso.

Se in sostituzione allo zucchero imparate a fare largo e abbondante uso di frutta fresca, di stagione e “ben matura”, la vostra voglia di zuccheri raffinati calerà progressivamente.
Potete imparare a usare come dolcificante dei vostri dolci (quelli che fate a casa) alternative più naturali allo zucchero, come ad esempio i datteri.

Quando vi prende “il buco allo stomaco” a metà mattina o nel pomeriggio, mettete in bocca due chicchi di uva passa o un fico secco e fatelo sciogliere lentamente, insomma utilizzate la vostra fantasia, e ricordate che nulla ha il valore di un bel frutto maturo per saziare le nostre cellule, anche e soprattutto per i bambini.

Alla prossima!

Dott. Antonio Spagnuoli
Pres. Ass.ne “Salviamo la Pelle”

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