Curcuma e Tiroide

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla situata nella regione anteriore del collo, poco conosciuta, che svolge un’azione invece importantissima. Come un perfezionatissimo software gestisce e controlla le più importanti funzioni del corpo umano.


La frequenza cardiaca, il sonno e il peso e in generale l’intero sistema nervoso sono sotto il controllo della tiroide.


Cambiamento di peso, irritabilità, ansia, insonnia e eccessiva stanchezza: spesso non sono disturbi legati allo stress della vita moderna, potrebbero invece essere legati ad un disturbo della tiroide.

Circa 200 milioni di persone in tutto il mondo sono interessate da questi disturbi.

Le alterazioni della tiroide sono caratterizzate da uno squilibrio ormonale e la eccessiva o mancata produzione di ormoni tiroidei è responsabile, rispettivamente dell’ipotiroidismo e dello ipertiroidismo.

Le terapie per curare ipo e ipertiroidismo devono essere prescritte da medici specialisti.


Nei casi di ipotiroidismo si utilizza una terapia sostitutiva dell’ormone mancante con un ormone sintetico (cioè viene somministrato l’ormone che la tiroide non è più in grado di produrre a sufficienza). La terapia per l’ipertiroidismo invece consiste nella somministrazione di farmaci anti-tiroidei.

Piperina e curcuma e ipotiroidismo

Una dieta equilibrata ha un ruolo importante sull’equilibro delicato della tiroide e degli ormoni.

Nelle tiroiditi autoimmuni, come quella di Hashimoto, è importante eliminare gli alimenti in grado di attivare risposte autoimmuni, primo tra tutti il glutine, seguito dalla soia.

Cruciale è, inoltre, eliminare o ridurre al minimo tutti gli alimenti in grado di peggiorare l’infiammazione, primi fra tutti gli zuccheri, gli oli vegetali raffinati, le margarine, le farine raffinate, i dolcificanti artificiali e gli additivi.

Di certo la tiroide per funzionare bene ha bisogno di due importanti oligoelementi, lo iodio e il selenio, presenti in natura in molti alimenti e, per fare un esempio, un paio di noci del brasile sono sufficienti per il nostro fabbisogno giornaliero.

Gestire con successo i livelli di vitamina D (il suo deficit si associa a svariate malattie autoimmuni) è importantissimo per il corretto funzionamento del sistema immunitario

È fondamentale nella terapia alimentare tiroidea la riduzione dell’infiammazione.

Infatti, una reazione infiammatoria nella ghiandola tiroidea è un evento precoce della tiroide di Hashimoto, una forma comune di ipotiroidismo in cui il sistema immunitario attacca le cellule tiroidee.


Per ottenere dei risultati nel campo dell’infiammazione è decisivo assumere acidi grassi omega3, cibi ricchi di antiosssidanti compreso perfino il cioccolato, oltre ad alcune spezie come la curcuma e lo zenzero.

La curcuma è il rizoma della Curcuma longa L., erba perenne della famiglia delle Zingiberaceae originaria dell’Asia meridionale e coltivata in molte parti del mondo, in particolare in India.

Il rizoma della curcuma ha un odore aromatico e un sapore leggermente amaro. È di colore giallo per la presenza di alcune sostanze dette curcuminoidi e il più rappresentato è la curcumina, una molecola che ha in alcuni studi dimostrato capacità antinfiammatoria.

Curiosamente parrebbe che gli effetti antiossidanti della curcumina siano moltiplicati in associazione con la piperina, sostanza prodotta dal pepe nero.

Curcuma e tiroide di Hashimoto

In Italia questa malattia cronica su base autoimmune affligge molti, in grande maggioranza donne e il 90% dell’ipotiroidismo è causato da questa malattia. Questa forma di tiroidite può portare ad una riduzione della funzionalità tiroidea, con la conseguenza che la tiroide non produrrà livelli sufficienti di ormone tiroideo necessari al fabbisogno dell’organismo e porterà nel tempo alla distruzione della ghiandola, causando uno stato di ipotiroidismo.
Si tratta di una malattia autoimmune, dovuta a un’anomala attività del sistema immunitario. La cura per la tiroidite di Hashimoto si basa sulla terapia ormonale sostitutiva in grado di regolare i livelli di ormoni e di ripristinare il normale metabolismo.
Per migliorare lo stato di salute è necessario cambiare alcune regole alimentari e l’uso di alcuni principi naturali che hanno dimostrato proprietà antinfiammatorie, antiossidanti ed immunoregolatorie, come la curcumina.
Infatti è in forte aumento l’uso di curcumina per le sue caratteristiche, è in grado di ridurre l’attività dei linfociti T e protegge anche i follicoli tiroidei.

Curcuma e eutirox

La curcuma è usata da millenni senza problemi, è però poco assimilabile dall’organismo e per questo per avere degli effetti terapeutici bisogna associarla a sostanze come ad esempio la piperina, o assumere direttamente integratori contenenti il principio attivo come Piperina e Curcuma Plus.

Ciononostante secondo l’Università del Maryland la curcuma potrebbe interferire con farmaci antiacido, anticoagulanti e aggreganti. Per quanto riguardo l’eutirox, non abbiamo studi che ne rilevino interferenze o esiti avversi.

Zenzero e tiroide

Come la curcuma anche lo zenzero è una radice della famiglie delle Zingiberaceae originaria dell’Estremo Oriente

Molti elementi dello zenzero hanno un effetto misurabile sul nostro organismo. Sono sostanze antiossidanti e capaci di contrastare i radicali liberi, ovvero i prodotti di scarto delle reazioni biochimiche che causano danni al DNA e alle cellule. Una dieta che contempli anche lo zenzero può indurre un aumento dei livelli di glutatione, un altro importante antiossidante. Sia la malattia di Graves che quella di Hashimoto, per esempio, comportano un aumento della produzione di radicali liberi e il fatto di avere alti livelli di glutatione può aiutare a ridurre lo stress ossidativo.

Inoltre i composti antinfiammatori contenuti nello zenzero, inibiscono la sintesi di molecole che contribuiscono all’instaurarsi dei processi infiammatori.
Curcuma e controindicazioni per la pressione arteriosa

Le proprietà depurative della curcuma possono anche contribuire a rendere più fluido il sangue tanto che se si assumono farmaci fluidificanti è opportuno evitare di consumare in dosi eccessive la curcuma.

Non esistono studi specifici sulle dosi da usare per abbassare la pressione, che potrebbe dunque diminuire eccessivamente.

È dimostrata in studi clinici la capacità vasodilatatoria della curcumina che consente una circolazione più uniforme del flusso tale da ridurre i valori della pressione sanguigna.
L’inspessimento delle arterie e i bassi livelli dell’ossigeno possono condurre progressivamente a malattie cardiovascolari, l’azione antiossidante della curcuma permetterebbe di stabilizzare lo stress ossidativo.

Cioccolato fondente e ipotiroidismo

I polifenoli contenuti nel cacao sono antiossidanti vegetali naturali e potrebbero risultare utili nella prevenzione dell’ossidazione delle lipoproteine e nel reagire con i radicali liberi, una possibile causa dell’ipotiroidismo, eliminandoli.


Tra l’altro i composti bioattivi del cacao sono importanti nella lotta dei processi infiammatori nel corpo umano, e quindi importanti per le problematiche della tiroide.


Insomma, una buona e dolce notizia.


Possiamo solo aggiungere che secondo le tabelle nutrizionali 100 g di cioccolato fondente con una purezza in cacao del 70-80% contengono almeno 11 g di fibre e coprono il 98% di fabbisogno giornaliero di manganese, l’89% del rame, il 58% del magnesio e il 67% di ferro.

Fonti:

  • https://www.farmabarocco.com/i-benefici-della-curcuma-sulla-tiroide/
  • https://beneficicurcuma.it/curcuma-e-tiroidite-di-hashimoto/http://www.latiroide.eu/