Benessere digitale: salvaguardare il nostro rapporto con la tecnologia

Il rapporto con la tecnologia svolge un ruolo importante nella nostra quotidianità: un utilizzo sano e consapevole dei device digitali, quindi, si rende necessario per il nostro benessere. Infatti, come possiamo capire se la tecnologia migliora davvero la nostra vita o si tratta di un’altra fonte di stress e dipendenza?

Sembra paradossale (e forse lo è), ma proprio il mondo digitale ci viene in aiuto con alcuni strumenti e dei corsi online per salvaguardare il nostro benessere digitale e imparare a utilizzare la tecnologia nel modo più sano possibile.

Uno dei grandi player più attivi in tal senso è di sicuro Google. Circa un anno fa, per esempio, su Play Store fece il suo debutto ufficiale l’applicazione Digital Wellbeing, realizzata proprio dal colosso di Mountain View: si tratta di un software realizzato per tutelare il benessere digitale degli utenti, dando loro la possibilità di avere una panoramica completa sulle proprie abitudini digitali, con la possibilità di disconnettersi quando lo si desidera.

Sempre Google ha realizzato un corso gratuito online, intitolato “Introduzione al Digital Wellbeing” per imparare a sviluppare e mantenere abitudini tecnologiche sane.

Lo scopo di queste iniziative è di sicuro quello di migliorare il rapporto con la tecnologia, evitando eccessi e dipendenze che si manifestano con l’utilizzo incontrollato di applicazioni e giochi o con la fruizione prolungata di contenuti multimediali.



 

Ricerca della Bicocca di Milano sul benessere digitale

Non è un caso se nel 2016 l’Università Bicocca di Milano ha avviato il progetto denominato “Benessere Digitale”, con il quale l’ateneo milanese si è posto l’obiettivo di studiare il rapporto con gli strumenti digitali dei ragazzi nati dopo l’anno 2000.

Dal 2016 al 2018 il team di ricercatori della Bicocca di Milano ha coinvolto oltre 3500 studenti e oltre 170 classi, sviluppando un pacchetto formativo per docenti lombardi che prevede l’erogazione di quattro moduli:

  • gestione del tempo e dell’attenzione;
  • comunicazione e collaborazione;
  • ricerca e valutazione delle informazioni;
  • creazione dei contenuti digitali.

Gli studenti hanno installato un’app sul loro smartphone per monitorare la quantità e la qualità dell’utilizzo del loro dispositivo. In questo modo i ragazzi si sono fatti un’idea del tempo trascorso sullo smartphone nel corso della giornata e delle app che utilizzano con maggior frequenza.

Dalla ricerca sono emersi dati piuttosto preoccupanti: il 29% degli studenti avrebbe potuto essere classificato come soggetto a rischio di un uso problematico, con le ragazze che sono sembrate essere più a rischio dei ragazzi.

Tramite questo progetto, i ricercatori della Bicocca hanno sviluppato una serie di indicazioni e strumenti, mettendoli direttamente a disposizioni degli insegnanti delle scuole superiori milanesi, offrendo direttamente agli insegnanti le competenze necessarie per interagire con i propri studenti sul loro rapporto con la tecnologia.

 

Benessere digitale per evitare vere e proprie dipendenze

Per molti psicologi, l’utilizzo continuato di device tecnologici è paragonabile in tutto e per tutto a una forte dipendenza. L’utilizzo dello smartphone ha, su molte persone, l’effetto di una vera e propria droga: le persone cadono quasi in uno stato di catalessi finendo per estraniarsi da tutto ciò che le circonda, in qualunque situazione sociale.

Ecco perché iniziative come quelle sopra citate sono utili a insegnarci l’utilizzo migliore e più sano di strumenti tecnologici che dovrebbero migliorare la qualità della nostra vita, non peggiorarla.

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