Che cos’è l’abbigliamento terapeutico

Quando si parla di abbigliamento terapeutico si fa riferimento a indumenti che sono concepiti e messi a punto per assecondare le esigenze di chi deve fare i conti con patologie della pelle o comunque con disturbi cutanei. I brand del settore, in cui Alpretec mostra una leadership indiscussa, si basano sull’impiego della fibroina di seta pura, che rappresenta la parte più nobile della seta: è da essa che deriva l’efficacia dell’abbigliamento terapeutico, dal momento che la sua struttura proteica è alquanto simile alla barriera cutanea umana. Un ulteriore aspetto significativo è da identificare nella protezione permanente antimicrobica che contraddistingue tali vestiti, grazie a cui è possibile prevenire e tenere sotto controllo le infezioni della pelle, siano esse di natura micotica o di natura batterica, sempre senza alterare la flora già presente.

Ecco perché quello che viene fornito dai capi di abbigliamento terapeutico è uno scudo, ma soprattutto una seconda pelle che è del tutto naturale e agisce in modo estremamente semplice, assicurando alla barriera cutanea la protezione di cui ha bisogno se è alterata. Le sue funzioni naturali possono essere ripristinate e il suo equilibrio può essere agevolato in molti casi: per esempio, per le persone che soffrono di micosi, ma anche tra i soggetti che devono fare i conti con la dermatite atopica o in presenza di vulviti infiammatorie.

Non solo: il ricorso all’abbigliamento terapeutico è raccomandato anche per chi ha a che fare con il lichen simplex chronicus, con la dermatite da contatto o con il lichen sclerosus, rivelandosi efficace – inoltre – nei casi di macerazione, di iperidrosi e di candidosi vaginali ricorrenti. In generale, le persone che mostrano una pelle molto sensibile e altamente reattiva hanno l’opportunità di ricavare un notevole beneficio dall’impiego di questi vestiti, che sono perfetti per chi ha la pelle infiammata o disidratata, ma anche irritata o secca, a maggior ragione nel caso in cui si soffra di arrossamenti, di bruciori, di pruriti o di lesioni.



L’efficacia dell’abbigliamento terapeutico è stata confermata e messa in evidenza da diverse ricerche, che hanno dimostrato che esso è in grado di alleviare i sintomi nel giro di poco tempo e di prevenire le ricadute per le affezioni delle mucose o della cute. Un aspetto positivo va individuato nella totale assenza di effetti collaterali; per altro, in molti Paesi è addirittura il sistema sanitario a rimborsare le spese sostenute per l’acquisto di tali capi, come avviene nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, in Svezia, in Austria e in Svizzera.

I capi di abbigliamento terapeutico hanno una struttura simile alla pelle per merito della fibroina di seta, che è costituita dalla serina, dall’alanina e dalla glicina, vale a dire gli stessi aminoacidi che compongono lo strato della cute più superficiale, noto con il nome di strato corneo. Si tratta di una proteina animale che riesce a proteggere la pelle in tutte le occasioni in cui è alterata, e al contempo favorisce la riepitelizzazione grazie alla sintesi del collagene. Ovviamente, non ci sono rischi né controindicazioni dal punto di vista della biocompatibilità: la morbidezza impedisce qualsiasi tipo di fastidiosa irritazione.

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